Rolihlahla Mandela 

nasce a Mvezo, un piccolo villaggio della regione del Transkei, il 18 luglio 1918.

Rolihlahla” gli fu attribuito alla nascita mentre il nome “Mandela” è il cognome assunto dal nonno paterno. “Nelson” gli fu invece assegnato nel 1925 alla scuola elementare a Qunu, dove la sua insegnante, gli diede il nome di Nelson, secondo l’usanza di dare a tutti gli scolari nomi “cristiani”. Il nomignolo Madiba era il suo nome all’interno del clan di appartenenza, dell’etnia Xhosa.

Sua madre era Nonqaphi Nosekeni e suo padre era Nkosi Mphakanyiswa Gadla Mandela, principale consigliere del re facente parte del popolo Thembu, Jongintaba Dalindyebo. 

Nel 1930, quando aveva 12 anni, suo padre muore e il giovane Rolihlahla viene affidato a Jongintaba Dalindyebo, reggente del popolo Thembu, che diventa suo tutore.

Mandela studia legge presso l’università di Fort Hare, dalla quale viene espulso nel 1940 per aver guidato una manifestazione studentesca, e in quella di Witwatersrand. Si laurea nel 1943 e frequenta un master in giurisprudenza (LLB) presso la Wits University.

Nel 1944 contribuisce alla nascita della Lega giovanile dell’African National Congress (ANCYL), il più importante partito sudafricano con l’obiettivo di porre fine alle ingiustizie e alle sofferenze dei neri perpetrate dal Partito nazionale, espressione della popolazione bianca: gli afrikaner.  Nel 1948 viene eletto segretario nazionale dell’ ANCYL e nel 1951 Presidente.

Nel 1952 inizia la campagna di disobbedienza: arrestato con l’accusa di aver violato il Suppression of Communism Act; eletto Presidente della sezione ANC del Transvaal; condannato a 9 mesi di carcere e ai lavori forzati insieme a JS Moroka, Walter Sisulu e altri 17 secondo il Suppression of Communism Act, sentenza poi sospesa per due anni; eletto primo vicepresidente dell’ANC; apre il primo studio legale per neri insieme a Oliver Tambo.

Il  1960 è l’anno del massacro di Sharpeville  – 21 marzo – oggi giornata dedicata all’eliminazione della discriminazione razziale – quando 69 persone che stavano manifestando contro la politica segregazionista vengono uccise dalla polizia. A questo episodio tragico fa seguito la decisione del governo di dichiarare l’ANC fuorilegge. Mandela pensa che sia giunto il momento di creare un’ala militare all’interno del partito. L’ 8 aprile 1960 l’ANC è messo al bando. Nel 1961 Mandela diventa un clandestino e il 16 dicembre viene fondato  l’Umkhonto we sizwe (“Lancia della nazione”, abbreviato Mk).

Continua clandestinamente l’attività politica in Sudafrica e all’estero, nel 1962 viene di nuovo arrestato e l’11 novembre è condannato ai lavori forzati e all’ergastolo nel celebre Processo di Rivonia in cui pronunciò una memorabile autodifesa, limpido e inesorabile atto d’accusa contro l’apartheid.

Viene condannato all’ergastolo il 12 giugno 1964 e rinchiuso nel carcere di massima sicurezza sull’isola di Robben Island, al largo di Città del Capo.

Il 10 febbraio 1985 il regime razzista del presidente africano PW Botha gli propose la libertà purché rinunciasse alla sua lotta, ma Mandela rifiutò con una lettera indirizzata al suo popolo “la vostra libertà e la mia non possono essere separate”.

Durante i 27 anni passati in carcere, la fama di Mandela cresce in modo costante. La sua sofferenza silenziosa contribuisce ad aumentare le pressioni sul governo sudafricano e sull’apartheid facendolo diventare un simbolo internazionale di resistenza, un martire della lotta contro il razzismo.

L’ 11 febbraio 1990 a quasi 72 anni, Mandela torna a essere un uomo libero. Il Presidente nazionalista Frederik Willem de Klerk, a seguito della lotta dell’opposizione sudafricana e delle sanzioni e pressioni internazionali, fa liberare Nelson Mandela e avvia il processo di smantellamento dell’apartheid.

Il 10 dicembre 1993 Mandela e De Klerk ottengono il Premio Nobel per la Pace “per aver posto le basi per un Sudafrica nuovo e democratico” e come stimolo a proseguire nell’impegno.

Il 27 aprile 1994 si svolgono le prime elezioni democratiche e aperte a tutti i cittadini. L’ANC vince con il 62 per cento dei voti.

Il 10 maggio 1994 Mandela viene eletto Presidente del Sudafrica e rimane in carica fino al 16 giugno 1999, quando passa il testimone al suo vice Thabo Mbeki.

Durante la presidenza, Mandela lavora per la pacificazione e per dare una spinta all’economia. Alla vendetta preferisce il perdono dei nemici politici, ad esempio attraverso l’istituzione nel 1995 della Commissione per la verità e la riconciliazione. Persino coloro che hanno commesso abusi e violenze durante il periodo dell’apartheid vengono assolti.

Nel 1995 promotore di azioni di pace nei conflitti africani è molto impegnato in attività di solidarietà verso i bambini ed i malati di HIV fonda il Nelson Mandela Children’s Fund e dona un terzo del suo introito da Presidente alla fondazione.

Nel 2003 dona il suo numero di detenzione 46664 ad una campagna di sensibilizzazione contro AIDS e HIV.

Mandela muore a Johannesburg il 5 dicembre 2013, all’età di 95 anni, presso la sua casa a Houghton, Johannesburg.

 

I poveri devono poter avere accesso ai farmaci anti-Aids. La mancanza di terapie è una ”palese violazione dei diritti umani su scala mondiale” N.Mandela Parigi 2003

 

“Quello che conta nella vita non è il semplice fatto che abbiamo vissuto. È il modo in cui abbiamo fatto la differenza nella vita degli altri a determinare il significato della vita che conduciamo.” – Nelson Mandela

 

15 giugno 1990 – NELSON MANDELA a Roma